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martedì 16 gennaio 2018

Menu di capodanno

E ora che vi racconti il mio menu di capodanno, di cui sono piuttosto soddisfatta. Non è un vero e proprio menu delle feste, e si può replicare in qualsiasi occasione vogliate offrire ai vostri ospiti una minimo di scelta à la carte. L’idea era: due piatti della cucina europea, due indiani, due asiatici. Così ciascuno troverà qualcosa di proprio gusto.

Entrée
Hosomaki con carota e avocado

Antipasto
Piccoli flan di cavolfiore

Primo
Lasagna integrale con zucca, piselli e funghi shiitake

Insalata di tofu allo zenzero

Secondo
Palak paneer e riso allo yogurt


Hosomaki
Sciacquare ripetutamente il riso finché l’acqua diventa chiara; scolare e lasciare riposare un quarto d’ora. Cuocere in un volume d’acqua doppio rispetto al riso finché si assorbe. Far raffreddare mescolando delicatamente con una spatola di legno. Aggiungere acidulato di riso, poco zucchero e un pizzico di sale dopo averli leggermente riscaldati; mescolare ancora con delicatezza in modo che il condimento venga assorbito in modo uniforme.
Nel frattempo sbollentare per un minuto le carote tagliate a fiammifero; scolare e lasciare raffreddare. Far tostare dei semi di sesamo. Quando è tutto freddo, stendere sull’alga nori il riso, aggiungere un velo di wasabi allungato con acqua (attenzione a non esagerare, è molto forte!), aggiungere il sesamo tostato, quindi le carote e l’avocado tagliato in strisce. Arrotolare aiutandosi con l’apposita stuoietta, sigillare inumidendo l’estremità, quindi tagliare con un coltello affilato e bagnato.
Servire con salsa di soia e wasabi a parte.



Per i flan di cavolfiore vi rimando al mio libro, la ricetta è lì.

Lasagna integrale
Lavare i funghi shiitake e lasciarli in ammollo in acqua fredda, quindi tagliarli a listarelle e farli saltare in padella. Togliere e tenere da parte. Cuocere la zucca a dadini, del porro affettato sottilmente e i piselli. Quando è tutto pronto, aggiungere i funghi e mescolare e regolare di sale. Ungere la teglia, deporre le lasagne, quindi il ripieno, aggiungere parmigiano grattugiato o in scaglie. Preparare la besciamella con l’acqua di ammollo dei funghi, farina, sale, burro, parmigiano. Versate sulle lasagne, cospargete di pangrattato e infornate, utilizzando il grill a fine cottura.



Insalata di tofu
Tagliare il tofu in pezzetti e lasciarlo riposare per alcune ore, girandolo ogni tanto, in una marinata di zenzero, aglio e salsa di soia e olio. Sbollentare dei fagiolini, che restino ancora abbastanza verdi e croccanti (metterli in acqua gelata) e tagliare le carote a fiammifero. Affettare con la mandolina del cavolo rosso e mettere tutte le verdure e il tofu con la sua marinata in una capiente insalatiera. Mescolare e condire con altro olio, se occorre, e arachidi tritate.



Palak paneer
Che fatica fare il paneer con il latte fresco in vendita! Anche l’ultimo distributore di latte crudo di cui avessi conoscenza ha chiuso, quindi mi sono dovuta rivolgere a un supermercato – latte bio, ma farlo cagliare è sempre una impresa difficile: limone, aceto di sidro, aceto… Ne ho ricavato un panetto e ho conservato il siero per la prossima volta (chissà quando sarà…). Dato che la cagliata non era propriamente riuscita, per rendere più compatto il paneer l’ho tagliato in friabili dadini e cotto in poco olio di sesamo affinché formasse una crosticina in superficie.
Gli spinaci vanno lessati, strizzati e messi in un wok con aglio, zenzero, cipolla, concentrato di pomodoro, zucchero, cumino, curcuma e, dato che era festa, stavolta ci ho messo pure la panna ma solo dopo aver frullato tutto con il minipimer. La ricetta viene sempre da qui – ed è buonissima.
In accompagnamento, riso basmati lessato e condito con una finitura di olio, semi di senape, foglie di kari (curry), zenzero tritato e mescolato con lo yogurt greco.

lunedì 21 dicembre 2015

Palak senza paneer

Ho provato a fare il paneer: e ho avuto ancora una volta la prova che quel che ci rifilano come latte fresco ha subito tanti e tali trattamenti da rendere l'etichettatura quasi una frode verso i consumatori. Questa cosa del latte "fresco" l'avevo segnalata saranno cinque anni o più a Legambiente mi pare. Allora avevo fatto notare come la scadenza fosse quanto di più fantasioso. Da sempre ho la tendenza a dimenticare cibo nel frigorifero e avevo scoperto così che il latte fresco aperto si conserva in perfetto stato anche dieci giorni dopo la data di scadenza indicata. Da allora l'industria alimentare non può che essere peggiorata.
Ora sono arrivata a un livello di vegetarianismo che mi fa escludere il latte dalla dieta e dalla cucina. Lo uso sporadicamente.
Ho cercato di farlo cagliare per preparare, in via del tutto eccezionale, il mio bel paneer ma niente: forse un intero bicchiere di aceto e nessuna reazione!
Non sono una esperta ma immagino che le proprietà nutritive di questo latte siano pari a zero. Perché berlo? Perché consigliarlo?
Non comprandolo quasi mai non so se ci sia differenza fra le varie marche: questo era latte intero fresco Carrefour. Mai più.
I distributori di latte sono stati vandalizzati senza che le migliaia di telecamere che fanno di questo paesotto una "città videosorvegliata" abbiano potuto far sapere alle autorità competenti come intervenire e i distributori sono stati tolti oppure abbandonati. Costa meno, si riutilizza il vetro... così è convenuto anche ai supermercati, che possono continuare con il tetrapak o le bottiglie di plastica e il latte che più è biologico più è caro.

Per farla breve: mi sono arresa al tofu e alla detestata soia (questa sì, da usare con grande parsimonia). E ho preparato un piatto vegano. Vualà.

La ricetta è questa: curry di spinaci.